Famiglia e Scuola

Senza pagare, nemmeno l’educazione fa notizia.

Un appello importante, ma senza pagare nemmeno l’educazione fa notizia!

Abbiamo ottenuto un risultato importante: la Legge 22/2025. Ma ora, dopo l’approvazione, serve l’attuazione. Il rischio? Che la legge resti sulla carta, mentre aumentano violenze, dispersione scolastica, dipendenze, povertà educativa.

Chiediamo al Ministro dell’Istruzione il corretto seguito a questa Legge, con azioni tempestive e concrete.

Abbiamo scritto a molte redazioni italiane con un appello chiaro, ma finora solo una risposta sul sito web Progetto Radici. Purtroppo senza pagare, nemmeno l’educazione fa notizia!

Ma non ci arrendiamo.

Torniamo a farci sentire, perché educare alla vita non è un lusso: è un’urgenza!

 

Un Paese disorientato: servono visione e coraggio

Viviamo in un contesto segnato da burocrazia paralizzante, crescente diseducazione, individualismo sfrenato e analfabetismo funzionale. E spesso i media spesso emozionano senza costruire consapevolezza. In questo scenario, scuola e comunicazione devono diventare strumenti di prevenzione e trasformazione culturale.

 

La proposta: unire le forze per agire subito

Lanciamo la proposta e un appello alle testate giornalistiche, agli operatori socio culturali, alle scuole, ai cittadini attivi: unirsi per chiedere l’attuazione concreta  e veloce della Legge 22/2025 introducendo nei percorsi scolastici a partire dall’infanzia:

-Una materia specifica strutturata che insegni le abilità per la vita;
-Docenti specializzati e formati, con metodologie attive e laboratoriali;

Determinante per costruire un linguaggio educativo condiviso sarà il coinvolgimento attivo dei media. Negli anni ’60 la televisione aiutò a superare l’analfabetismo assoluto. Oggi può — e deve — contribuire a superare quello funzionale.

-Una materia specifica strutturata che insegni le competenze per la vita;
-Docenti specializzati e formati, con metodologie attive e laboratoriali;
-Il coinvolgimento attivo dei media, per costruire un linguaggio educativo condiviso. Negli anni ’60 la televisione aiutò a superare l’analfabetismo assoluto. Oggi può — e deve — contribuire a superare quello funzionale.

 

Stop alle parole. Ora è il momento di agire. Insieme.

Cosa può fare ciascuno secondo le proprie opportunità e possibilità:

-condividere questo articolo tra amici e social e pubblicarlo se se ne ha l’opportunità
-stimolare i Media ad avviare una campagna pubblica per sviluppare nell’opinione pubblica la consapevolezza dell’urgenza di acquisire le abilità relazionali.
-sensibilizzare fortemente il Ministro dell’Istruzione a passare all’azione

Senza pagare, nemmeno l’educazione fa notizia. Come sostenere il servizio di comunicazione:

  • donando il 5×1000 scrivendo il C.F. 97554130589
  • sostenendo con bonifico indicando in Codice IBAN IT59N0358901600010570983211  NB. scrivendo nella causale “erogazione liberale” l’importo sarà deducibile fiscalmente

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