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Un piccolo incidente
Due automobilisti. E in pochi secondi una situazione banale può trasformarsi in uno scontro. Che cosa succede quando la rabbia prende il comando?
È bastato un attimo. Un’auto urta un’altra. Niente di grave. Nessuno si è fatto male.
I due automobilisti scendono dalle loro auto.
«Ma non l’ha visto che stavo arrivando?»
«È lei che mi è venuto addosso!»
«Guardi come guida!»
«Prima impara a guidare, poi vieni a parlare con me!»
Nessuno ascolta più l’altro
Le voci si alzano. Ognuno è convinto di avere ragione.
Quello che poteva essere un piccolo incidente diventa uno scontro personale.
Se vuoi approfondire come una discussione può trasformarsi in uno scontro, leggi anche:
E può bastare una parola di troppo perché dalle parole si passi alle minacce, agli insulti e, nei casi più gravi, persino alle mani.
Ma che cosa è successo?
Forse non è stato soltanto l’incidente. La rabbia prende il comando e non sempre sappiamo perché.
Il fatto è che la rabbia può comparire quando sentiamo di aver subito un’ingiustizia, un sopruso o una mancanza di rispetto. È come un campanello d’allarme che ci segnala che qualcosa, per noi, non va.
Il problema nasce quando quel campanello non riusciamo ad ascoltarlo e la rabbia prende il comando delle nostre parole e delle nostre azioni. A quel punto non stiamo più cercando di capire che cosa è successo. Stiamo cercando di difenderci. Di avere ragione. Di prevalere sull’altro.
Lei non sa chi sono io!
Ma sapere di essere arrabbiati significa anche sapere come non perdere il controllo?
Saperlo non significa saperlo fare. Probabilmente sappiamo tutti che sarebbe meglio non insultare, non minacciare, non aggredire.
Sappiamo che dovremmo fermarci, ascoltare e cercare di risolvere il problema.
Ma quando la rabbia arriva, sappiamo davvero come fare?
Anche questa è una capacità che possiamo imparare.
Ma chi insegna concretamente come si fa?
Continua nel prossimo articolo…
OrMa