NATIVI DIGITALI E MONDO TECNOLIQUIDO
INTRODUZIONE. NATIVI DIGITALI E MONDO TECNOLIQUIDO
Molti giovani oggi sembra riescano socializzare solo attraverso i social, oppure tra la musica assordante della discoteca che attiva nel cervello il centro del piacere, rilascia la dopamina che induce a ripetere l’esperienza. A volte bevono sino allo sballo giungendo, perfino, a versarsi la vodka negli occhi. I genitori sono disorientati e si chiedono: come si è giunti a tutto questo?
I NATIVI DIGITALI
I nativi digitali sono i nati quando la tecnologia digitale già esisteva e hanno imparato precocemente ad utilizzarla. Hanno maturato un’esperienza diretta sempre più precoce con consolle per i videogiochi, cellulari, computer, iPod e con la navigazione in Internet. Gli strumenti digitali quali blog, Facebook, posta elettronica sono parte integrante delle loro relazioni sociali e il modo di vedere il mondo. Di certo le loro capacità cognitive sono arricchite, ma l’apprendimento avviene in modalità multitasking: studiano mentre ascoltano musica, chattano con gli amici, il televisore è acceso con il suo sottofondo di immagini e parole. Fatalmente, vivendo molte ore in un mondo virtuale, potrebbero perdere la capacità di scendere nell’intimità di provare amore vero. Potrebbero provare insicurezza, ansia, rabbia che potrebbero causare problematiche relazionali o disturbi fisici o di comportamento.
IL MONDO TECNOLIQUIDO
Secondo lo psichiatra Zygmunt Bauman, una società può essere definita “liquido-moderna” se il contesto in cui agiscono le persone si modifica prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e consuetudini. Nella vita “liquida” serpeggia un senso generale di precarietà e di incertezza, proprio perché essendo “liquida”, non è in grado di conservare la propria forma o di mantenere il proprio percorso a lungo. Una vita dove appare complicato trasformare la conoscenza scolastica in sani comportamenti etici.
LA TECNOLOGIA È AMICA O NEMICA?
Nello scenario appena indicato, si avranno difficoltà ad entrare in relazione con i “nuovi” bambini e adolescenti. Il problema da risolvere sarà quello di poter stabilire una proficua “connessione”. La società, individualista ed egocentrica, si muove, secondo Bauman in una modernità liquida, dove l’unica costante è il cambiamento e l’unica certezza è l’incertezza. Una società, in definitiva, che sta frenando lo sviluppo etico dell’individuo.
La tecnologia è amica o nemica? la risposta è abbastanza semplice: dipende dall’uso che se ne fa! Il buon uso dovrà puntare fortemente sul comunicare face to face, ascoltare oltre le parole che vengono dette, riconoscere ed esprimere emozioni e stati d’animo. Gli adulti, sia impegnati nelle istituzioni, enti, politica, media o che siano semplici cittadini, sono i guardiani delle generazioni future e della salute del Pianeta. La loro responsabilità è quella di cooperare alla formazione della coscienza etica.
CONCLUSIONE. NATIVI DIGITALI E MONDO TECNOLIQUIDO
Non si tratta di doti innate, ma di competenze che vanno apprese fin dall’infanzia. Introducendo oggi nei sistemi scolastici materia e docente specializzato nell’insegnamento delle abilità chiave per la vita relazionale i risultati saranno visibili tra 30 anni. Cosa fare nel frattempo? Si nasce figli e genitori si diventa e anche gli insegnanti sono genitori. Si potrebbero offrire a entrambi laboratori per sperimentare e sperimentarsi su tali abilità indicate nel Documento WHO’93 Skills for Life School. Grazie alla loro collaborazione potranno acquisire le competenze per ascoltare e comunicare efficacemente e dare messaggi educativi con uniformità. SAPER ASCOLTARE E SAPER COMUNICARE QUESTO FA LA DIFFERENZA!
orma