COMPETERE O COOPERARE?
Perché ignorare ciò che può salvare la bancarotta morale? Competere o cooperare per il benessere comune? Dobbiamo invertire la rotta!
Ho letto l’articolo sui “ragazzini che boicottano la prova orale della maturità” scritto da Federico Punzi e pubblicato oggi su nicolaporro.it. Mi ha colpito per la lucidità con cui l’autore descrive una deriva ormai sotto gli occhi di tutti. Vorrei condividere una riflessione che nasce da anni di lavoro e studio nell’ambito educativo e sociale e che spero possa offrire un’ulteriore chiave di lettura, spesso ignorata ma decisiva.
Stiamo davvero vivendo una bancarotta morale?
Sembra che il sistema e il Paese stiano vivendo una bancarotta morale. E a prima vista potrebbe sembrare una fake news: come può essere vero che una esigua minoranza di giovani che rigetta merito, responsabilità individuale e competizione venga addirittura coccolata – o peggio, strumentalizzata – da una parte consistente del sistema mediatico e politico?
Eppure è così. Sono fatti. La crisi si manifesta anche nei dettagli più piccoli, nei segnali ignorati. Uno di questi riguarda la mancata valorizzazione di ciò che da decenni è sotto gli occhi di tutti, se solo si volesse guardare.
Le competenze universali per la vita e le relazioni
La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute (O.M.S., 1986) è chiarissima: “La salute non è solo assenza di malattia, ma uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale.” Eppure, non si tiene conto dei risultati di lunghi studi umanistici e scientifici avviati in tal senso a livello internazionale, studi che hanno dimostrato come l’equilibrio mentale e la qualità delle relazioni siano fondamentali per prevenire violenza, abusi, discriminazioni.
Perché non si parla mai chiaramente delle Life Skills? Le 10 competenze universali per la vita e le relazioni, riconosciute e diffuse dall’O.M.S. con il Documento WHO’93 Skills for Life Schools? Si tratta di strumenti concreti per promuovere la crescita personale e professionale, migliorare le relazioni, formare cittadini consapevoli e capaci di cooperare, non di distruggersi a vicenda in nome di una competizione spietata e improduttiva.
Non sono utopie
Università, Media, lavoro, leadership: il mondo reale le considera essenziali. Ma a scuola non si muove nulla. Anzi, sembra ci sia paura a nominare le Skills for Life. Perché? Per ignoranza? Per arroganza? Perché ci sentiamo superiori agli studi internazionali? Appare chiaro che si tratta di un percorso scolastico dai risultati a medio lungo termine, ma appare altrettanto chiaro che la violenza non aspetta! Abbiamo ottenuto la Legge 22/2025, ma prevede di individuare tali competenze in 3 anni, quando state rilevate oltre 30 anni fa!
Conclusione
Se vogliamo davvero invertire la rotta, dobbiamo uscire dalla retorica sterile e agire con lucidità. La salute della nostra società parte da qui: dalla mente, dalle relazioni, dalla formazione delle persone. Altrimenti continueremo solo a commentare il disastro, senza mai cambiare nulla.
Grazie per l’attenzione e per il coraggio di dire le cose come stanno. Credo sia fondamentale che anche voci come la sua aiutino a riportare al centro temi reali, concreti, che parlano del futuro del nostro Paese.
Orietta Matteucci