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Dopo Alberto Manzi, una nuova sfida: insegnare a vivere

In occasione della riproposizione da parte della RAI della prima puntata di Non è mai troppo tardi, abbiamo inviato oggi un comunicato stampa per ricordare il ruolo che Alberto Manzi ebbe nell’insegnare a milioni di italiani a leggere, scrivere e fare di conto.

Da quella grande esperienza nasce una domanda che oggi riteniamo altrettanto importante:

se abbiamo imparato a leggere, scrivere e fare di conto, abbiamo imparato anche come affrontare la vita, le relazioni, i conflitti e le difficoltà che incontriamo ogni giorno?

Di seguito pubblichiamo il testo integrale del comunicato stampa.

 

COMUNICATO STAMPA.

Dopo Alberto Manzi, una nuova sfida: insegnare a vivere

Dalla televisione che insegnò a leggere, scrivere e fare di conto alla necessità di imparare ad affrontare la vita.

Roma, 8 settembre 2026. Oggi la RAI ripropone la prima puntata di Non è mai troppo tardi, il programma che, a partire dal 1960, portò nelle case degli italiani il Maestro Alberto Manzi e contribuì a una grande trasformazione culturale del nostro Paese.

Manzi utilizzò la televisione per insegnare a leggere, scrivere e fare di conto a chi non aveva avuto la possibilità di impararlo.

Oggi il problema è diverso.

Sappiamo leggere, scrivere e fare di conto, ma abbiamo imparato come affrontare la vita, le relazioni, i conflitti e le difficoltà che incontriamo ogni giorno?

 

Il nostro impegno

Da anni l’Associazione Bambino Oggi… Uomo Domani O.D.V. cerca di portare all’attenzione delle Istituzioni la necessità di introdurre nella scuola, fin dall’infanzia, un insegnamento specifico delle 10 abilità fondamentali per la vita, attraverso una materia dedicata e un docente specializzato.

Non si tratta di aggiungere un’altra serie di consigli ai bambini. Si tratta di insegnare, con la pratica e l’allenamento, come gestire le emozioni, comunicare efficacemente, costruire relazioni sane, affrontare i conflitti e prendere decisioni consapevoli.

 

Un’esperienza che abbiamo già sperimentato

Per circa dieci anni l’Associazione ha fatto sperimentare queste abilità nelle scuole romane e ha offerto gratuitamente a genitori e insegnanti laboratori per permettere loro di dare ai bambini messaggi educativi il più possibile uniformi.

I risultati sono stati concreti. Ma la partecipazione delle famiglie e degli insegnanti, negli anni, non ha superato lo 0,75% della popolazione scolastica coinvolta.

Questo ci ha fatto comprendere ancora una volta che un insegnamento così importante non può essere affidato alla possibilità che qualcuno scelga di incontrarlo. Deve essere garantito a tutti.

La nostra Costituzione afferma che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.

Eppure, nell’istruzione obbligatoria, manca ancora un insegnamento sistematico delle capacità necessarie per affrontare consapevolmente la vita, le relazioni e i conflitti.

Abbiamo quindi presentato una proposta concreta al CSPI e scritto una lettera al Ministro dell’Istruzione e del Merito, senza ricevere risposta.

Abbiamo anche lanciato una petizione per chiedere di completare questa istruzione, garantendo a tutti l’opportunità di sviluppare le capacità necessarie per vivere con sé stessi e con gli altri.

 

Il problema è che rischiamo di trovarci in un giro vizioso

Come si può far comprendere l’importanza di capacità che raramente ci sono state insegnate in modo concreto e sistematico e che troppo spesso sono state lasciate al buon cuore di genitori e insegnanti?

È un po’ come il cane che si morde la coda.

Ogni giorno continuiamo a parlare di aggressività, bullismo, violenza, discriminazioni, conflitti, relazioni malate, manipolazione e difficoltà emotive.

Nascono iniziative, corsi, libri e percorsi rivolti a chi ha già riconosciuto il problema e cerca una risposta. Sono iniziative che possono essere utili e importanti.

Ma possono soltanto affiancare un insegnamento che dovrebbe essere garantito a tutti.

È qui che emerge la differenza tra conoscere una regola e saperla applicare nella vita.

Non possiamo aspettare che il problema emerga per cercare di intervenire.

 

La RAI potrebbe raccogliere una nuova sfida

La RAI ha già dimostrato, con Alberto Manzi, di poter utilizzare la propria forza comunicativa per contribuire a una grande trasformazione culturale.

Oggi potrebbe raccogliere una nuova sfida: aiutare le persone a riconoscere, attraverso situazioni quotidiane, quelle capacità che spesso diamo per scontate.

Non lezioni teoriche e non semplici prediche.

Situazioni che tutti possiamo riconoscere.

Una discussione che diventa uno scontro. Una persona che non riesce a controllare la rabbia. Un ragazzo che sa cosa dovrebbe fare, ma non sa come farlo. Una relazione nella quale nessuno riesce più ad ascoltare l’altro.

Perché a volte comprendiamo un problema soltanto quando lo vediamo accadere davanti ai nostri occhi.

È esattamente la strada che l’Associazione sta cercando di percorrere con la sua nuova comunicazione: partire dalla vita quotidiana per aiutare le persone a riconoscere il valore umano delle abilità per la vita.

La scuola deve garantire a tutti ciò che è fondamentale per la sana crescita.

La comunicazione può aiutare a comprenderne il valore.

E la RAI, con la sua capacità di raggiungere milioni di cittadini, potrebbe contribuire a rompere quel giro vizioso che ancora oggi ci impedisce di riconoscere pienamente il problema.

 

Una nuova sfida per tutti

I bambini di oggi saranno gli adulti con cui tutti vivremo domani.

Questo è il significato del nostro nome.

Questo è il significato del nostro impegno.

Per questo insegnare loro le capacità necessarie per affrontare la vita non è soltanto una questione educativa.

È una responsabilità sociale.

La pace non si proclama: si insegna.

E forse oggi abbiamo bisogno di raccogliere una nuova grande sfida educativa: non basta insegnare alle persone a sapere di più, bisogna aiutarle a diventare capaci di utilizzare ciò che sanno per costruire relazioni migliori, affrontare i conflitti e contribuire a una società nella quale tutti possiamo vivere meglio.

Bambino Oggi… Uomo Domani O.D.V.

Orietta Matteucci

 

Approfondimenti

La proposta presentata al CSPI

👉 https://www.bambinooggiuomodomani.org/competenze-non-cognitive-perche-non-servono-sperimentazioni.html

Il cane che si morde la coda

👉 https://www.bambinooggiuomodomani.org/il-cane-che-si-morde-la-coda.html

La petizione

👉 https://www.change.org/p/vogliamo-continuare-a-subire-oppure-reagiamo