Relazioni Interpersonali

Felice è chi sa amare

La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare. Amore è ogni moto della nostra anima in cui essa senta se stessa e percepisca la propria vita. Felice è dunque chi è capace di amare molto. Ma amare e desiderare non è la stessa cosa. L’amore è desiderio fattosi saggio; l’amore non vuole avere; vuole soltanto amare….Hermann Hesse

Perché è così complicato amarsi e vivere felici? Ma sarà proprio così oppure è possibile amarsi e vivere felici?

Premesse.

Come funziona il cervello umano

Ogni volta che guardi una donna e fai apprezzamenti su di lei ne fai un oggetto. Ogni volta che mi metto un rossetto e indosso un vestito sexy faccio di me un oggetto (da un dialogo tra i due protagonisti della serie Bones).

Qual è il significato sostanziale della frase? L’argomento è complesso e pieno di insidie, ma vale la pena di considerare tre contesti:

1. Redazioni pubblicitarie, alcuni media, film e serie televisive ogni giorno, offrono modelli di donne ammiccanti, eccitanti, vincenti e questo può spingere, specialmente gli adolescenti, a concentrare l’attenzione sul proprio aspetto esteriore, anziché sulle proprie capacità affettive, scolastiche e relazionali.

2. La visione dei film porno, accessibili facilmente a chiunque anche ai bambini, può portare a dissociare il sesso dai sentimenti e, perfino, all’incapacità di provare piacere con una donna reale.

In pratica sia le redazioni che i porno, puntano e agiscono sull’attivazione della parte più antica del cervello, la rettiliana, formatasi 500 milioni di anni fa, preposta alle funzioni primarie necessarie per la sopravvivenza della specie. Tra queste l’appagamento dei bisogni fisiologici quale la respirazione, il battito cardiaco, il comportamento sessuale, l’aggressività,… Nel corso di milioni di anni si sono formate la parte limbica preposta all’accudimento della prole, allo sviluppo della socialità e dell’empatia e la parte cognitiva, logica con la capacità di gestire pulsioni, emozioni, affettività grazie allo sviluppo dell’intelligenza emotiva. Molti studi offrono la base per sperare che promuovere fin dalla più tenera età lo sviluppo della capacità empatiche, sociali e cognitive possa riuscire a far arginare, fronteggiare e prevenire i problemi sempre più critici del nostro tempo.

3. La conquista della libertà e dell’emancipazione della donna, pur avendo raggiunto traguardi lusinghieri e dovuti, si è rivelata incompleta, in quanto, da questo percorso gli uomini sono stati esclusi o, perfino, considerati antagonisti. Avere pari diritti umani è ben diverso dal ritenersi uguali, in quanto si può entrare in competizione anche spregiudicata, con conseguenze talvolta disastrose per se stessi, il partner, i figli, il contesto circostante.

Sessualità e affettività.

A. Cosa guardano gli uomini in una donna? Gli uomini per loro caratteristiche genetiche e biologiche non guardano, tanto per fare un esempio, che modello di scarpe indossa, ma guardano le gambe, il seno o altro aspetto fisico. Non importa come sono, loro si potrebbero eccitare già al solo vederlo. Da ricerche e test è emerso che il corpo di una donna è il primo elemento che scatena l’interesse di un uomo, lo predispone al colpo di fulmine e all’innamoramento nel giro di pochissimi istanti durante i quali mette in atto il corteggiamento.

B. Le donne da cosa sono attratte? Le donne, geneticamente e biologicamente, sono attratte da un uomo fisicamente virile, forte e sano, capace di procurare risorse materiali e quelle necessarie per sostenere la compagna e la prole, premesse per il coinvolgimento sessuale.

Quasi lo stesso mix come per gli uomini. Entrambi sono attratti dal fisico e dalla capacità di sostenersi reciprocamente, ma con finalità e tempi diversi.

L’attrazione sessuale, quindi, è biologica, chimica, si nutre di odori, mistero, sguardi seducenti e sorrisi accattivanti che promettono mille delizie, ma il colpo di fulmine svanirà presto se non interverranno altri fattori quali, per esempio, il rispetto e la fiducia, le capacità affettive, di ascoltare, esprimere emozioni, stati d’animo e condividere progetti comuni.

C. Le capacità affettive. Noi siamo il nostro passato. Partendo dalla relazione di attaccamento ai genitori, si comincia a fare esperienza sullo stare in relazione affrontando i desideri suscitati dalle emozioni. Come sosteneva John Bowlby (Costruzione e rottura dei legami affettivi ed. Raffaello Cortina Editore 1979) “l’attaccamento è parte integrante del comportamento umano dalla culla alla tomba”. Conoscerne le varie tipologie rappresenta la chiave di lettura utile a decodificare le relazioni adulte.

Lo studio delle emozioni, riconoscerle e gestirle è fondamentale per costruire relazioni gratificanti e durature e per interagire in modo appropriato con gli altri. Per molti uomini le emozioni sono ancora come un terreno minato, una condizione che li auto-costringe a rimanere soli nell’emergenza emotiva, a rinchiudersi in se stessi, fino, in taluni casi, a sfogare la rabbia nella violenza, a volte, anche estrema. Studi più recenti in ambito psicosociale hanno iniziato a scardinare vecchi stereotipi esaminando l’aggressività femminile fisica e psicologica, uno dei grandi tabù della società contemporanea, ma soprattutto uno dei temi più attuali e più urgenti da affrontare e comprendere. È un modalità di stare nelle relazioni, il cui significato è ancora in larga misura sommerso, che si presta ad essere travisato, come uno specchio che altera la realtà e riflette il desiderio e l’illusione di non incontrare mai la delusione. (Psicologia Contemporanea Giugno-Novembre 2021 e A. Salerno – S. Giuliano La violenza indicibile. L’aggressività femminile nelle relazioni interpersonali Ed. Franco Angeli”)

Cosa fare? Come amare e vivere felici?

1. Conoscere il proprio legame di attaccamento infantile e il proprio stile affettivo-relazionale adulto. Parlare chiaro ed esprimere senza paura emozioni e stati d’animo. Logica maschile e comportamento sono molto diversi da quelli femminili.  Non è che le donne non seguono la logica, non seguono la stessa logica maschile! Molte sono da sempre più allenate a parlare di emozioni e ad esprimere i propri sentimenti. Molti uomini, invece, sono stati educati perfino a reprimerli!

2. Aiutarsi reciprocamente o aprirsi ad un supporto esterno al fine di superare gli schemi mentali rigidi del proprio modus amandi. La relazione di coppia apre a una delle esperienze umane più intense e autentiche, dove è possibile vivere le più grandi gioie, ma anche le maggiori sofferenze. La buona notizia ci viene dalle ricercatrici Sue Johnson e Leslie Greenberg note a livello internazionale per il lavoro svolto in oltre 30 anni di ricerca clinica sulla Teoria dell’Attaccamento. (Intervento Emotionally Focused Therapy ICEEFT). Le incomprensioni e i conflitti nascono quando di fronte alle difficoltà, i partner non sono capaci di generare una connessione emotiva sicura che permetta di aiutarsi reciprocamente o di aprirsi ad un supporto esterno. Si tratta di un processo complesso, che vede la coppia prendere dei grandi rischi emotivi, ma che se completato permetterà di dar vita a una spirale di fiducia ed a una relazione piena di emozioni positive, accedendo a livelli diversi di felicità, nella consapevolezza che è felice chi sa amare!

Orietta Matteucci