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Egregio Ministro Giuseppe Valditara,
Le scrivo in merito al DDL che porta il suo nome, diventato legge il 4 giugno 2026. Il consenso informato per l’educazione affettiva e sessuale a scuola ha generato inevitabilmente uno scontro totale tra chi lo sostiene e chi lo critica. Genitori contro insegnanti, politica contro politica, associazioni divise. E soprattutto sta generando disorientamento e rabbia.
Lei stesso ha dichiarato che con questa legge “per la prima volta si rende stabilmente obbligatoria in tutti i gradi di scuola l’educazione al rispetto, alle relazioni e alla empatia” .
Permetta una domanda:
introdurre l’educazione sessuale senza aver prima insegnato le life skills non rischia di essere fuorviante?
Oltre 30 anni di studi internazionali
Al fine di potere costruire una società fondata sul rispetto, sull’empatia, sulla cooperazione per il benessere comune, sono stati avviati oltre 30 anni fa studi internazionali. Tali studi hanno individuato 10 abilità per la vita interconnesse e necessarie l’una all’altra come i numeri della matematica.
Abilità da apprendere con la pratica e l’allenamento.
Abilità necessarie ad arginare e prevenire abusi, bullismo, discriminazioni di genere, violenza.
Abilità che permettono di:
-Crescere rispettando se stessi e gli altri
-Sviluppare il pensiero critico per effettuare proprie scelte
-Risolvere problemi affrontando le varie situazioni e prove che pone la vita
-Interagire appropriatamente in qualunque relazione affettiva, lavorativa, sociale.
-Crescere sani anche dal punto di vista della sessualità
Il Diritto negato
La Costituzione Italiana sancisce il “pieno sviluppo della personalità individuale” .
Perché questa parte fondamentale del Diritto all’Istruzione è ancora negata?
Nessun governo, nessun ministro, nessuna riforma l’ha mai introdotta come materia specifica con un docente specializzato.
Il suo DDL, al di là delle intenzioni, rischia di restare zoppo proprio perché manca questa base. Si litiga su chi deve dare il consenso, su cosa si può dire o non dire, ma nessuno chiede perché queste abilità non vengono insegnate strutturalmente a tutti i bambini, fin dall’infanzia, come si insegnano la matematica e le altre materie.
La nostra sperimentazione decennale
Noi abbiamo sperimentato gratuitamente per 10 anni questo insegnamento nelle scuole romane con genitori e insegnanti. I risultati sono documentati: funziona. E abbiamo lanciato una petizione che ha già raccolto oltre 1.100 firme.
La richiesta: un’azione a 360°
Appare chiaro che si tratta di una iniziativa i cui risultati saranno visibili a medio-lungo termine.
Per questo Le chiediamo un’azione a 360°:
-Introdurre fin dal prossimo anno scolastico, nei percorsi scolastici fin dall’infanzia, una materia specifica con un docente specializzato nell’insegnamento laboratoriale delle 10 life skills.
-Coinvolgere genitori e insegnanti in una alleanza educativa per garantire loro di dare ai giovani messaggi uniformi.
-Collaborare con i Media, come avvenne negli anni ’60 per combattere l’analfabetismo assoluto, per trasmettere esempi positivi di comunicazione e gestione dei conflitti.
Una domanda conclusiva
Le pongo una domanda: perché queste abilità sono ritenute cruciali nel mondo del lavoro, del marketing, della comunicazione e della leadership, ma non si insegnano a scuola, anzi se ne nega il Diritto?
La invito a sostenere la nostra petizione e a trasformare questa battaglia in un atto concreto per i bambini di oggi e la società di domani.
In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.
Orietta Matteucci
Bambino Oggi…Uomo Domani O.D.V.
La petizione: https://www.change.org/p/vogliamo-continuare-a-subire-oppure-reagiamo