Relazioni Interpersonali

5 motivi per essere gentili

Studi e sperimentazioni a livello internazionale hanno dimostrato che la gentilezza fa bene alla salute in particolare a quella del cuore, genera sicurezza in sé, favorisce sane relazioni affettive, migliora il clima lavorativo, è contagiosa. Bastano 5 motivi per essere gentili?

Essere gentili, in pratica, significa avere senso di responsabilità e senso civico, significa “essere” adulti.

In TV trionfa la cafonaggine, la maleducazione dilaga ovunque, in famiglia, a scuola, nel traffico, negli uffici. Si parla al telefonino nei ristoranti, sui treni, ovunque disturbando gli altri. Parolacce e offese sono entrate nel linguaggio comune, insomma sembra che il nostro tempo sia fatto di prevaricazione, inciviltà ed egoismo.

Dire grazie e per favore non solo non è più di moda, ma è considerato da sfigati! Al contrario, l’arroganza, spesso mascherata da subdola gentilezza, è ritenuta la capacità per farsi valere e rispettare! Famiglia e scuola, tradizionali modelli educativi, spesso promuovono individualismo e ipercompetitività e sono in grave crisi. In altre parole, stanno autorizzando le nuove generazioni a crescere indipendenti da sentimenti, legami e regole. Per di più, queste forme di povertà educativa sembrano essere estremamente diffuse nel nostro Paese, tanto che gli italiani sono tristemente famosi nel mondo come individualisti, maleducati che non conoscono le regole di interazione sociale, un popolo avvezzo alla disonestà, all’immoralità, alla illegalità.

E questo non ci fa onore e ci rende perdenti.

Quali siano le cause di questo stato di cose non è facile poterle dire, anche perché non si tratta mai di una sola causa, ma di una pluralità di cause. Appare chiaro, tuttavia, che i maleducati sono persone fondamentalmente insicure e narcisiste che credono di rafforzare la loro fragile personalità con la sopraffazione e cercano di imporsi sugli altri che vedono come una minaccia all’immagine che si sono costruita. Ed è un vero peccato che la loro intelligenza sia volta a distruggere!

Sarebbe bello, dunque, fare crescere le nuove generazioni insegnando l’educazione ai sentimenti. Gli adulti, in primis genitori e insegnanti, dovrebbero aumentare le capacità emotive, sociali e cognitive da utilizzare per sé e da trasmettere ai giovani. È un po’ come nel classico prendere due piccioni con una fava!

Complicato? Si, certamente, molti sono gli ostacoli psicologici e non solo psicologici da superare, ma altrettanto certamente sarà possibile se le istituzioni si assumessero la responsabilità sociale ed etica per avviare concreti progetti in tal senso coinvolgendo simultaneamente media, marketing, enti e imprese a favore del bene comune e di un futuro migliore per tutti.

Forse si tratta di  un sogno, ma piccoli passi possono portare a grandi cambiamenti: perché non iniziare dalla gentilezza?

Orietta Matteucci