Famiglia e Scuola

Conoscere prima di giudicare

Cosa dice davvero la Legge 22/2025. Conoscere prima di giudicare

In questi giorni si discute animatamente della Legge 22/2025 e dell’introduzione di una nuova figura educativa “trasversale”. Su La Tecnica della Scuola è apparso un articolo critico che ha generato confusione tra lettori, genitori e anche tra i docenti.

Come Associazione che ha sperimentato per 10 anni nelle scuole romane l’efficacia di tali abilità, sentiamo il dovere di chiarire cosa sono  davvero e quali sono le loro fondamenta culturali e scientifiche.

 

Perché è importante parlare con chiarezza

La Legge 22/2025 introduce nei percorsi scolastici l’insegnamento delle abilità comunicative e relazioni. Un approccio innovativo, basato su evidenze scientifiche e dieci anni di sperimentazione. Scopri perché è un passo avanti per il benessere scolastico.

 

Dalla Carta di Ottawa all’OMS: l’origine delle Life Skills

Nel 1986 la Carta di Ottawa ha ridefinito il concetto di salute, includendo il benessere mentale e relazionale come elementi fondamentali. Per migliorare i livelli di salute è essenziale garantire condizioni di base per il benessere individuale e collettivo minato da bullismo, abusi, discriminazioni, femminicidi, violenza. Vengono quindi avviati a livello internazionale, studi umanistici, scientifici e sperimentazioni al fine di individuare il rimedio. Vengono  individuate dieci abilità fondamentali utili a ogni individuo per vivere in modo sano, consapevole e responsabile.

Nel 1993, l’Organizzazione Mondiale della Sanità diffonde il Documento WHO’93 Skills for Life Schools indicando anche che le Life Skills vanno acquisite con la pratica e l’allenamento.

 

Life Skills a scuola: non teoria, ma pratica formativa

Le Life Skills non sono quindi  innate. Si apprendono con la pratica, in contesti educativi strutturati, attraverso attività esperienziali guidate da figure formate. Proprio come si impara a guidare un’auto o a svolgere una professione anche queste competenze devono essere allenate.

La Legge 22/2025 va in questa direzione nel rispetto del Diritto Umano all’Istruzione articolato in 3 stadi e lo completa. Attualmente, infatti, esistono 2 stadi: l’insegnamento della cultura di base e la formazione al lavoro. La Legge introduce un terzo stadio, finalizzato all’insegnamento delle competenze (skills) necessarie a garantire lo sviluppo “pieno” e integrale della personalità individuale.  Tuttavia indica che debbano essere individuate nel corso di 3 anni.

 

Ma perché aspettare ancora quando le Skills esistono già da oltre 30 anni?

La scuola deve evolversi e rapidamente per rispondere alle sfide del presente: disagio giovanile, isolamento, violenza, analfabetismo emotivo, per arginare e prevenire il dilagante analfabetismo funzionale. Le Life Skills sono una risposta concreta, non una scorciatoia ideologica.

 

Quando l’informazione disinforma

Purtroppo, in parte del dibattito pubblico si assiste a una semplificazione dannosa. Si colpevolizzano famiglie, si sovraccaricano i docenti, si ignorano anni di ricerche e sperimentazioni. Alcune posizioni sembrano più interessate a creare resistenza che a costruire soluzioni.

 

Conclusione: conoscere prima di giudicare

Abbiamo offerto nelle scuole a Genitori e insegnanti in collaborazione, l’opportunità di partecipare gratuitamente a laboratori articolati in circa 16 incontri quindicinali di due ore e mezzo ciascuno. Hanno potuto sperimentare l’efficacia delle Skills for Life ottenendo risultati positivi. Ora spetta al Ministro dell’Istruzione introdurre materia specifica e docente specializzato nell’insegnamento laboratoriale. Per ottenere risultati ancora più soddisfacenti è fondamentale anche la collaborazione di genitori, insegnanti e Media.  La Legge 22/2025 rappresenta un’opportunità di crescita reale, non una minaccia!

Orietta Matteucci

presidente Bambino Oggi…Uomo Domani O.D.V.

 

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TESTIMONIANZE DAI LABORATORI

Video ad alcune interviste