Cultura e Società

Quando l’educazione diventa una Torre di Babele

Il rischio del caos relazionale quando ognuno inventa la propria educazione.

Introduzione. Quando i numeri raccontano una lezione

Cosa accadrebbe se ogni popolo del mondo decidesse di inventare una propria matematica, attribuendo significati diversi ai dieci numeri che tutti conosciamo?

È facile immaginarlo: nel giro di poche settimane il pianeta sprofonderebbe nel caos economico e scientifico. Nessuno riuscirebbe più a comunicare con l’altro, a fare scambi, a costruire ponti o a misurare una distanza.

Eppure, nel campo dell’educazione emotiva e relazionale, sembra che questo principio di universalità venga spesso dimenticato. Ogni giorno critiche ai genitori, al sistema, parole, parole, parole. Si propongono progetti, corsi, metodi, “formule” per insegnare come gestire emozioni, conflitti e relazioni.

Ma se la matematica è universale, anche l’educazione del cuore dovrebbe avere un linguaggio condiviso.

 

La grammatica universale dell’essere umano. Le 10 Life Skills dell’OMS

Nel 1993 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dopo anni di studi scientifici, pubblicò il Documento WHO’93 Skills for Life Schools oggi più che mai attuale. Il Documento contiene le dieci abilità rilevate e fondamentali per il benessere psicologico e sociale.

Non è un caso, forse, che siano dieci, proprio come i numeri da cui nasce la matematica.

L’educazione emotiva è il punto di partenza per costruire quella grammatica universale dell’essere umano di cui parla l’OMS

 


 

Ricerche, studi scientifici e sperimentazioni a livello internazionale indicano che insegnare queste abilità relazionali fin dalla scuola primaria è essenziale per la sana crescita. Sono efficaci infatti, per aiutare a prevenire bullismo, abusi, discriminazioni di genere, violenza e promuovono benessere, autostima e cooperazione.

Le Life Skills rappresentano, in sostanza, la matematica delle relazioni umane. Un linguaggio universale per comprendere e gestire i problemi della convivenza in ogni ambito della vita compreso quello della sessualità.

 

Il pericolo della frammentazione: quando ognuno inventa la propria educazione

Negli ultimi anni, tuttavia, il panorama educativo si è popolato di innumerevoli metodi, programmi e progetti “innovativi”, spesso frutto di buone intenzioni, ma non sempre di solide basi scientifiche.

Psicologi, educatori, sociologi e opinionisti propongono ciascuno la propria ricetta “speciale” per educare alla vita emotiva.

Il risultato? Un mosaico frammentato di approcci che rischiano di confondere invece di unire.

Quando ogni metodo si considera il migliore, e ogni autore difende il proprio sistema come verità assoluta, l’educazione perde la sua funzione più nobile. La funzione di creare ponti, non barriere.

Gli antichi romani avevano già colto il pericolo della divisione e lo riassumevano nel celebre motto “Divide et impera”, ovvero “dividi e comanda”. Applicato all’educazione, significa che una società frammentata nei metodi e nelle visioni è più facile da disorientare, manipolare e indebolire.

 

Verso un linguaggio comune per educare alle emozioni

Educare non significa imporre un metodo, ma condividere una direzione.

Le Life Skills dell’OMS offrono una base solida, sperimentata e universale da cui partire, una sorta di “alfabeto emotivo” comune che può essere adattato alle culture e ai contesti, ma non sostituito arbitrariamente.

Riconoscere il valore di questi principi non significa uniformare le persone o negare la creatività educativa. Significa rispettare “umilmente” il lavoro e il valore degli eminenti studi scientifici che per decenni hanno cercato di costruire un linguaggio comune per l’umanità.

Solo partendo da questa base condivisa potremo aiutare le nuove generazioni a sviluppare consapevolezza, empatia e senso critico. Per un futuro migliore per loro e per noi. Appare chiaro che si tratta di un percorso dai risultati a medio lungo termine, ma è urgente, accanto alle cure e ai rimedi, iniziare a intraprenderlo quanto prima. La violenza non aspetta!

 

Conclusione – La grammatica dell’essere umano

Proprio come la matematica consente a tutti di leggere il mondo con lo stesso codice numerico, le Life Skills permettono a ciascun individuo di leggere e comprendere sé stesso e gli altri. Il Diritto alla completa Istruzione è volto alla “sviluppo della piena libertà individuale”, parte  tuttora attuata parzialmente e lasciata al buon cuore di insegnanti e genitori.

Senza un linguaggio comune, la società rischia di parlare mille idiomi relazionali incomprensibili. E nel silenzio che ne deriverebbe, non ci sarebbe più dialogo, ma solo distanza.

Costruire sane relazioni non è un’invenzione personale: è un patrimonio universale da custodire, aggiornare e trasmettere. Solo così potremo trasformare il caos relazionale in un’armonia di umanità e Pace condivisa.

Orietta Matteucci

 

Link per approfondimenti

https://www.bambinooggiuomodomani.org/diplomi-e-lauree-insegnano-a-sapere-ma-chi-insegna-a-essere-davvero-umani.html

https://www.bambinooggiuomodomani.org/carta-di-ottawa-vincente-per-il-nostro-futuro.html

https://www.bambinooggiuomodomani.org/le-skills-for-life.html

https://www.bambinooggiuomodomani.org/come-insegnare-a-vivere-una-proposta-concreta-al-ministro.html