NOI E GLI ALTRI: EMOZIONIAMOCI
Le emozioni non sono problematiche, lo è l’inesperienza delle persone nel gestirle. Molte persone litigano ogni giorno anche per motivi futili e, a volte, si possono verificare atti di violenza anche gravissimi. Quali siano le cause di questo fenomeno non è facile poterle dire, perché non si tratta di una sola causa, ma di una pluralità di cause.
Molti sono gli studi e ricerche a livello internazionale in tal senso tanto che nel 1993 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso il Documento WHO’93 dove sono indicate le abilità chiave per la vita che ciascun individuo dovrebbe possedere per sviluppare l’Intelligenza Emotiva funzionale all’adeguata comprensione di se stessi e all’utilizzo delle regole di interazione sociale.
Le emozioni hanno il potere di determinare i comportamenti, di rendere incompleta o falsare la comunicazione ostacolando di fatto, la creazione di sane relazioni interpersonali. Per questo è fondamentale riconoscerle e gestirle. Per esempio, per molti uomini la mente femminile è qualche cosa di totalmente misterioso e illogico. Non è che le donne non seguono la logica, non seguono la stessa logica maschile! Inoltre, molte donne parlano e condividono tra loro le emozioni, mentre molti uomini, invece, sono stati educati perfino a reprimerle. Le bambine giocando con le bambole si inseriscono nel mondo creato attorno ad esse, imparano a fare progetti di tipo affettivo e si allenano di fatto alla comunicazione empatica. I bambini invece, di solito, giocano con i soldatini, le macchine, le costruzioni, ecc., ponendosi in competizione tra loro e non parlano di ciò che provano e sentono intimamente allenandosi all’analfabetismo affettivo. Il cervello di un uomo è capace, più facilmente di isolare in compartimenti stagni l’amore e il sesso, così che l’amore è amore e il sesso è solo sesso. Invece, per molte donne è più complicato e, di solito, il sesso è strettamente collegato all’amore.
Non meraviglia, dunque, che l’argomento emozioni sia all’ordine del giorno: ampliare e riorganizzare le risposte emotive, lavorare sulla creazione di legami solidi e duraturi e rafforzare i legami positivi già esistenti produrrà benefici individuali e sulla società intera. Per questo Noi e gli altri: Emozioniamoci!
Orietta Matteucci