Prevenire la violenza riguarda tutti non solo le donne
Prevenire la violenza significa educare tutti. Una proposta alla Criminologa e psicologa Anna Maria Casale. Introdurre le Skills for Life dell’OMS nella scuola è una priorità per un’Italia più giusta.
L’articolo 3 della Costituzione: dignità e uguaglianza per tutti
L’articolo 3 della Costituzione italiana sancisce il principio di uguaglianza e pari dignità sociale per tutti i cittadini, senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali.
Questo non significa semplicemente che “davanti alla legge siamo tutti uguali per sesso, razza e religione”, ma che lo Stato ha il dovere di garantire pari dignità a ogni persona, intervenendo per rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno sviluppo.
La prevenzione riguarda tutti
Quando si parla di violenza di genere, spesso la prevenzione viene interpretata come un insieme di strumenti di difesa per le donne. In realtà, la prevenzione autentica riguarda tutti, indipendentemente dal sesso, dall’età o dal ruolo sociale.
Serve una formazione che sviluppi la conoscenza e la consapevolezza delle differenze biologiche e comportamentali, promuovendo il dialogo e il rispetto reciproco. La pari dignità si realizza solo quando si comprende e si valorizza ciò che ci rende diversi, senza che la diversità diventi motivo di discriminazione o abuso.
La risposta dell’OMS già nel 1986
L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1986 ha avviato studi internazionali – sia scientifici sia umanistici – per individuare le competenze necessarie a prevenire abusi, bullismo, femminicidi, discriminazioni e violenze.
Questi studi, durati oltre un decennio, hanno portato all’individuazione di 10 abilità emotive, sociali e pratiche fondamentali per fare crescere i cittadini consapevoli e capaci di affrontare le sfide personali e sociali in modo costruttivo.
I risultati hanno dimostrato che l’acquisizione di tali competenze sviluppa maggiore empatia, riduce i comportamenti aggressivi e migliora le relazioni interpersonali.
Nel 2003, queste abilità sono state raccolte nel Documento ufficiale WHO’93 Skills for Life Schools. Si tratta di strumenti educativi che aiutano a gestire emozioni, stress, rabbia, conflitti, a prendere decisioni etiche e a costruire relazioni sane.
I Diritti Umani e l’Istruzione come strumento di prevenzione
Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. L’articolo 26 riconosce l’Istruzione come Diritto Umano fondamentale, articolato in tre stadi.
Il terzo stadio, troppo spesso trascurato, mira al – pieno sviluppo della personalità individuale – e al rafforzamento del rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali.
Anche la Costituzione italiana riconosce questo principio, ma nei fatti l’Istruzione raramente include competenze di vita come parte integrante del percorso formativo.
Esperienze concrete: i laboratori dell’Associazione Bambino Oggi… Uomo Domani O.D.V.
La nostra Associazione ha realizzato laboratori gratuiti in diverse scuole di Roma, offrendo a genitori e insegnanti l’opportunità di sperimentare le Skills for Life.
I risultati sono stati concreti e le testimonianze, che raccontano cambiamenti reali nelle scuole, sono consultabili sul nostro sito.
La Legge 22/2025 è stata un passo avanti, ma il rischio è che resti sulla carta se non si traduce in azioni reali e continuative.
Una proposta alla Criminologa e psicologa Anna Maria Casale
Non si tratta di un appello generico da porre al Ministro dell’Istruzione: la nostra Associazione ha già inviato ufficialmente la richiesta di riconoscere e introdurre le Skills for Life nei programmi scolastici.
Per questo ci rivolgiamo direttamente alla criminologa e psicologa Anna Maria Casale: la sua autorevolezza e il suo impegno dichiarato per la formazione possono diventare un ponte concreto verso il Ministro.
Chiediamo quindi che:
-Si spinga per accelerare l’introduzione delle Skills for Life nei programmi scolastici, senza attendere i tre anni previsti.
-Si sostenga la necessità di docenti specializzati e didattica laboratoriale su queste competenze.
-Si favorisca l’alleanza scuola-famiglia-media, indispensabile per creare una cultura della cooperazione.
Come ricordava il fisico e divulgatore Emilio Del Giudice:
“La legge della biologia richiede la cooperazione. La legge dell’economia richiede la competizione, che è l’esatto contrario della cooperazione. Una società fondata sulla competizione è intrinsecamente patologica. Come faccio a cooperare con qualcuno, se devo competere con lui?”
Conclusione: dalla teoria alla pratica
La violenza non si sradica solo con norme e pene, ma con un cambiamento culturale che parta dall’educazione.
Le Skills for Life sono un Diritto formativo essenziale e non un’aggiunta opzionale. Introdurle subito significa investire in cittadini più consapevoli e responsabili delle proprie azioni, relazioni più sane e una società più giusta ed equa.
Grazie!
Orietta Matteucci