Cultura e Società

TIRIAMO UN GOL DECISIVO!

LA SOCIETÀ ODIERNA

I temi sociali sono argomenti delicati accendono animati dibattiti e nell’occhio del ciclone  ci sono  spesso genitori e insegnanti accusati di aver perso il contatto con le giovani generazioni. Il fatto è che si nasce figli e genitori educanti si diventa…ed oggi appare più complicato che nel passato. Educare all’affettività  è di fondamentale importanza per l’individuo e per la Comunità in cui vive. Questa materia ha l’obiettivo di sviluppare la consapevolezza delle proprie sensazioni, delle proprie emozioni e dei propri sentimenti, le basi per imparare a costruire e gestire in modo sano qualunque relazione interpersonale. Questo percorso permetterà di sviluppare l’Intelligenza Emotiva necessaria a trasformare la conoscenza didattica in comportamenti etici definendo concetti come il bene e il male, il giusto e lo sbagliato, la virtù e il vizio, la giustizia e il crimine. Indici come il Quoziente Intellettivo, il successo scolastico, infatti, non sono più considerati sufficienti per definire il grado di adattamento nella vita di un individuo. Oggi è richiesto anche un buon quoziente di Intelligenza Emotiva,

 

L’ALLENAMENTO CHE É STATO FATTO

Per arginare e prevenire nel mondo abusi, discriminazioni, femminicidi, violenze, guerre, studi scientifici e sperimentazioni decennali a livello internazionale, hanno rilevato alcune abilità comportamentali. Si tratta di un nucleo di 10 Abilità per la Vita emotive, cognitive, sociali necessarie per interagire in modo appropriato con se stessi, gli altri esseri e con il Pianeta. Sono state diramate dall’O.M.S con il Documento WHO’93 Skills for Life School. Non si tratta di doti innate, ma di competenze da acquisire didatticamente e con la pratica e l’allenamento. Per esempio l’empatia è l’abilità sociale necessaria per riconoscere le emozioni, comprendere se una persona ha bisogno di aiuto e soprattutto se siamo capaci di darlo. Un’abilità che permette di gestire al meglio emotività e razionalità.

 

GIÀ LO FANNO

Diversi Paesi quali Giappone, Finlandia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Svezia, Norvegia, Spagna, Germania, Danimarca, Svizzera, Belgio, Corea del Sud e diversi altri, hanno integrato nei loro programmi scolastici l’insegnamento delle Skills. Hanno registrato una diminuzione dei comportamenti aggressivi e dei problemi di apprendimento e l’aumento di valori come cordialità, rispetto, tolleranza, collaborazione.

 

TRE AZIONI POSITIVE PER SEGNARE UN GOL DECISIVO

1. Introdurre materia specifica e docente specializzato nell’insegnamento delle Skills for Life  nei programmi scolastici di ogni ordine e grado.

2. Offrire a genitori e insegnanti nelle scuole e a fine orario delle lezioni laboratori per sperimentare e sperimentarsi sulle Skills così da permettere loro di dare uniformità ai messaggi educativi. I laboratori potranno essere condotti da professionisti specializzati nell’Approccio Umanistico Integrato, nella Gestalt e nelle tecniche del counselling. Su tutto il territorio è presente il  Gruppo ASPIC e si potrebbe proporre una prestazione volontaria in visione di un ritorno di immagine!

2. Il supporto dei Media sarà indispensabile e decisivo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale in Italia c’era un alto tasso di analfabetismo. Questa realtà diede vita a “Non è mai troppo tardi”, trasmissione in cui il maestro Alberto Manzi insegnava a leggere e scrivere. Oggi i Media potrebbero trasmettere spot per indicare come le emozioni bloccano o falsano la comunicazione. Brevissime scenette per mostrare come si litiga, come invece si comunica efficacemente e come ci si comporta rispettosamente verso se stessi, gli altri esseri e il Pianeta.

 

UN ALLENAMENTO IMPEGNATIVO

In conclusione, appare chiaro che si tratta di un progetto impegnativo, oneroso, irto di ostacoli e per di più con risultati a medio lungo termine. Un progetto che richiede collaborazione tra Istituzioni pubbliche, private, Enti Sociali, Media, Aziende. Un progetto che richiede senso di responsabilità e spirito di sacrificio  anche individuali, ma che tra trent’anni potrebbe permettere a molte persone di comportarsi con tolleranza, solidarietà cooperando per costruire una società migliore. I grandi cambiamenti richiedono piccoli passi…

Non sarebbe bello abbandonare accuse, criticismo ostile, competizione spregiudicata, parole vuote, sterili, autoreferenziali e allearsi per concedere una vita almeno decorosa a tutti?

La Redazione