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La violenza dei giovani? È solo il sintomo. La malattia è un’altra.

C’è un dato che dovrebbe far tremare chiunque abbia a cuore il futuro di questo Paese

7 italiani su 10 sono analfabeti funzionali. Non sanno comprendere un testo complesso, distinguere un fatto da un’opinione, resistere a una manipolazione. Eppure non è ignoranza. È la conseguenza di un sistema scolastico che insegna a leggere, scrivere e far di conto, ma non a gestire le emozioni, comunicare senza ferire, risolvere i conflitti.
👉 Perché è così difficile far passare questo messaggio?
👉 Perché una materia così semplice da capire, così urgente da attuare, così documentata da trent’anni di ricerche, non riesce a entrare nell’agenda politica? E neppure nei pensieri dei personaggi molto seguiti dal pubblico?

Forse perché una società di cittadini capaci di pensare con la propria testa, di riconoscere le manipolazioni, di fare scelte autonome è più difficile da governare. Forse perché una scuola che insegna a essere liberi è più scomoda di una scuola che insegna a obbedire. Forse perché l’analfabetismo funzionale, per qualcuno, non è un problema: è una risorsa.

La domanda resta aperta. La risposta, forse, la conosciamo già.

 

Subiamo o reagiamo?

Noi, intanto, continueremo a reagire finché qualcuno non avrà il coraggio di rispondere.
Di questo parla il comunicato stampa che abbiamo inviato oggi alla stampa e alle istituzioni. Lo pubblichiamo integralmente qui sotto, perché crediamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere cosa manca al loro benessere, alla loro pace, alla loro armonia. E perché, forse, è arrivato il momento di chiedersi perché manca da così tanto tempo.

 

COMUNICATO STAMPA, 8 ottobre 2026. 7 italiani su 10 sono analfabeti funzionali. La causa è a scuola!

Gentili Redazioni,
sette italiani su dieci sono analfabeti funzionali. Non sanno comprendere un testo complesso, distinguere un fatto da un’opinione, resistere a una manipolazione.
Non è ignoranza. È la conseguenza di un sistema scolastico che insegna a leggere, scrivere e far di conto, ma non a gestire le emozioni, comunicare senza ferire, risolvere i conflitti.

È quanto denuncia Bambino Oggi… Uomo Domani ODV, Organizzazione Di Volontariato indipendente che ha proposto a genitori e insegnanti nelle scuole, gratuitamente per 10 anni, di sperimentarsi sulla funzionalità delle abilità per la vita. Ottenendo risultati concreti. Si tratta di 10 abilità interconnesse e interdipendenti tra loro, rilevate da studi internazionali e diffuse con il Documento WHO’93 Skills for Life Schools. Rimasto in Italia lettera morta.

Il paradosso italiano

Nonostante il mondo del lavoro le consideri cruciali nei processi di assunzione, carriera e leadership, e le Università offrano specializzazioni e Master sulle Skills, in Italia queste abilità non sono mai diventate una materia specifica con un docente specializzato. La Costituzione sancisce il “pieno sviluppo della personalità individuale” come parte del Diritto all’Istruzione, ma questa parte è ancora negata. L’educazione relazionale è lasciata al buon cuore di insegnanti e genitori, con i risultati che vediamo ogni giorno: bullismo, aggressioni, violenza, dipendenze, disagio giovanile, analfabetismo funzionale in costante aumento.

Una domanda sorge spontanea

Perché il mondo del lavoro, il marketing, la comunicazione e la leadership considerano queste abilità cruciali, ma la scuola non le insegna? Forse perché una società di cittadini capaci di pensare con la propria testa, di riconoscere le manipolazioni e di fare scelte autonome è più difficile da governare?
Quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?

L’Associazione chiede da tempo al Ministro dell’Istruzione e alle Istituzioni di agire su tre fronti:
1. Introdurre nei percorsi scolastici, fin dall’infanzia, una materia specifica con un docente specializzato per insegnare le 10 life skills, con pratica e allenamento, come avviene per la matematica e le altre materie. Non occorrono nuove sperimentazioni per individuare le “competenze non cognitive”: sono già state individuate da studi internazionali e diffuse oltre 30 anni fa. Perché perdere altro tempo?
2. Cooperazione genitori-insegnanti. Avviare un’alleanza educativa concreta e non competitiva, per dare ai giovani messaggi uniformi, superando la frammentazione delle varie iniziative e progetti che vengono proposti ogni giorno.
3. Coinvolgimento Media e Social in una campagna educativa condivisa, nel rispetto del loro codice etico, per contrastare l’analfabetismo funzionale. Come fece il Maestro Alberto Manzi negli anni ’60 per contrastare l’analfabetismo assoluto di chi non sapeva leggere e scrivere.

Non è un’utopia. È un Diritto.

“Ogni giorno nascono proposte, iniziative, libri, corsi che affrontano per lo più una sola delle 10 abilità  dichiara Orietta Matteucci, presidente di Bambino Oggi… Uomo Domani ODV. Ma le abilità per la vita sono interconnesse e interdipendenti. Non si può insegnare il pensiero critico, necessario anche a evitare manipolazioni, senza insegnare anche a gestire le emozioni, a comunicare senza ferire, a costruire relazioni sane. Serve una materia specifica, un docente specializzato, e la volontà politica di completare il Diritto all’Istruzione.”
L’Associazione ha lanciato una petizione su Change.org, che ha già raccolto oltre 1.230 firme, per chiedere al Ministro dell’Istruzione di introdurre la materia.

La petizione si può leggere, firmare gratuitamente e diffondere,

per i bambini di oggi gli adulti con i quali tutti domani dovremo vivere.

👉 https://www.change.org/p/vogliamo-continuare-a-subire-oppure-reagiamo

Per approfondire:

👉 https://www.bambinooggiuomodomani.org/ma-cosa-e-questo-analfabetismo-funzionale.html

👉 https://www.bambinooggiuomodomani.org/competenze-non-cognitive-perche-non-servono-sperimentazioni.html

 

La Redazione